Abstract: l’articolo inviato alla Rivista Italiana di Conflittologia deve essere accompagnato da un abstract in italiano ed uno in inglese di circa 10 righe e da una nota biografica dell’autore di circa 5 righe.

 

Titolo: il titolo – in Times New Roman corpo 16 (corsivo) – deve essere stringato ed appropriatamente informativo sul contenuto dell’articolo, presentando, quando è possibile, alcune parole chiave. Al titolo deve poi seguire il nome e cognome dell’autore, in Times New Roman corpo 12.

 

Testo: l’articolo va redatto in Times New Roman corpo 12, e la gabbia del testo sul computer dovrà essere la seguente, scegliendo Imposta pagina dal menu File:

  • intestazione: cm 2;
  • pié di pagina: cm 1,09;
  • rilegatura: 0
  • carta: dimensioni personalizzate (larghezza 17 cm; altezza 24 cm).

 

Dal menu Formato, inoltre, scegliere Paragrafo e selezionare interlinea esatta 15 pt. Il testo degli articoli sarà preferibilmente diviso in paragrafi numerati (col titolo dei paragrafi in grassetto), sempre in Times New Roman corpo 12. La lunghezza massi-ma consentita per ogni articolo è di 35 pagine. I termini stranieri e/o molto specialisti-ci vanno inseriti in corsivo, e in taluni casi è preferibile allegare un glossario a fine testo per chiarirne il significato. Le sigle e gli acronimi devono riportare la dicitura per esteso alla prima loro menzione.

 

Citazioni: le citazioni inserite nel testo restano in corpo 12 e vanno messe tra «virgo-lette caporali» (le virgolette caporali possono essere generate digitando il codice asci ALT+171 per « e ALT+187 per »). Nel caso che il testo citato presenti delle virgolette, queste vanno rigorosamente riportate; ma in questo caso vanno usati i doppi apici. Ad esempio: Francesco Alberoni ricorda che «la città, in quanto intrico di relazioni individuali, può essere metaforicamente definita come “rete di reti”. E pertanto…». Dopo aver inserito un simile virgolettato, la fonte deve essere citata attraverso il cosiddetto sistema autore-data (nome puntato, cognome per esteso, anno di pubblicazione, e da ultimo il nr. della pagina o delle pagine da cui è stata attinta la citazione). Queste quattro importanti informazioni vanno inserite attraverso una parentesi quadra. Nel nostro caso: [F. Alberoni, 1985, 67] o [F. Alberoni, 1985, 67-69] se la citazione è lunga ed è spalmata poniamo su tre pagine. Si noti, tuttavia, che – poiché Alberoni è stato già citato prima delle virgole caporali, per economia si può anche citare così: [1985, 67] o [1985, 67-69]. Qualora, invece, la citazione fosse stata presa da un altro libro, da un’altra fonte, è necessario che ciò sia messo in evidenza nel seguente modo: [cit. in F. Ferrarotti, 1990, 183]. Si tenga ancora conto che il testo citato va riportato fedelmente e, se si vogliono inserire dei corsivi, bisogna segnalare l’intervento al ter-mine della citazione. Nel nostro esempio, se si volesse mettere in corsivo la parola metaforicamente – allo scopo di enfatizzarla ulteriormente – si deve usare questo espediente: [F. Alberoni, 1985, 67; il corsivo è mio] o [F. Alberoni, 1985, 67-69; il corsivo è mio]. Allo stesso modo, se il virgolettato è stato tradotto dall’autore, si ha: [F. Alberoni, 1985, 67; la traduzione è mia] o [F. Alberoni, 1985, 67-69; la traduzione è mia]. Poiché il testo citato va sempre riportato fedelmente, se si espungono delle parti intermedie, la lacuna va segnalata con […]. Ad esempio: Francesco Alberoni ri-corda che «la città, in quanto intrico di relazioni individuali [...], può essere metaforicamente definita come “rete di reti”. E pertanto…».

Le «virgolette caporali» possono anche essere omesse qualora l’autore voglia riporta-re, a parole proprie, una sintesi del pensiero di un certo studioso. Volendo riprendere l’esempio precedente, scriveremo: secondo Francesco Alberoni, la città è fondamentalmente un intrico di relazioni individuali, e proprio per questo può essere immaginata come una rete di rete. In questo caso, può essere omesso il riferimento alla pagina, e quindi: [F. Alberoni, 1985]. Per economia, si può anche aggiungere l’anno subito dopo aver citato il nome e il cognome dello studioso, evitando di farlo a fine periodo: secondo Francesco Alberoni [1985], la città è fondamentalmente un intrico di relazioni individuali, e proprio per questo può essere immaginata come una rete di rete. Si tenga conto, ancora, che – qualora questo pensiero sulla città fosse stato preso da più fonti – si può costituire quello che, nel gergo, viene chiamato “elenco telefonico”, un breve elenco di autori dai quali il pensiero stesso è attinto. Nel nostro esempio: secondo alcuni [F. Alberoni, 1985; F. Ferrarotti, 1990; A. Giddens, 1998; Roy, 2001; J. Low e P. Sik, 2010], la città è fondamentalmente un intrico di relazioni individua-li, e proprio per questo può essere immaginata come una rete di rete. Solitamente, nell’elenco telefonico l’ordine è relativo all’anno di pubblicazione delle opere citate. Si consiglia – in ogni caso – di non esagerare con la quantità di studiosi citati, e questo per non appesantire il testo stesso.

Torniamo al singolo autore. Se del medesimo autore ci sono testi dello stesso anno, è necessario aggiungere una lettera accanto all’anno. Cioè: [F. Alberoni, 1985a]. Quando successivamente sarà necessario citare un’altra opera di Francesco Alberoni, sempre pubblicata nel 1985, scriveremo: [F. Alberoni, 1985b].

Nel sistema di citazione autore-data, tutte le volte che – in un certo punto del testo –ricorre la stessa opera citata precedentemente, si usa appropriatamente la dizione latina “ibidem”. Nel nostro esempio iniziale, dopo aver citato [F. Alberoni, 1985, 67], dovendolo ricitare nuovamente, scriveremo [ibidem] soltanto, se la pagina è la stessa, o[ibidem, 68] se la pagina è diversa. Ovviamente, quando invece si cita nuovamente un’opera richiamata già precedentemente, ma nel mezzo sono state fatte citazioni ad altre opere, allora il riferimento deve nuovamente indicare di quale opera si tratti. Cioè, se dopo aver citato [F. Alberoni, 1985, 67], viene poi citato [A. Giddens, 1998], e se dopo ancora si rende necessario ri-citare Alberoni, non può essere in questo caso usata la parola latina “ibidem”, perché questa farebbe riferimento a Giddens. Bisogna invece riscrivere [F. Alberoni, 1985, 67], cambiando il numero della pagina, qualora fosse diversa.

 

Note a pié pagina: lle note a pié pagina vanno redatte in Times New Roman corpo 10, con il testo giustificato, interlinea esatta 15 pt. Vanno ovviamente inserite automaticamente con le funzioni previste dal programma di scrittura che viene utilizzato al computer. Esse devono essere redatte seguendo le stesse regole descritte sopra, circa il sistema di citazione autore-data. Nelle note, cioè, non devono essere indicati i titoli dei libri. Le note a pié pagina vanno invece pensate come un approfondimento di concetti e temi già riportati nel testo, oppure per evidenziare il punto di vista di chi scrive.

 

Riferimenti bibliografici :le opere citate nel testo vanno riportate alla fine dell’articolo, in Times New Roman corpo 10, con il testo giustificato, interlinea esatta 15 pt, seguendo i seguenti criteri:

  • titoli dei libri in corsivo senza virgolette;
  • titoli di riviste tra «virgolette caporali»;
  • titoli degli articoli in corsivo senza virgolette;
  • titoli di saggi in volumi collettanei, tondo “tra doppi apici”;
  • nome autore: nel testo il cognome dell’autore va preceduto dal nome puntato; nella bibliografia mettere sempre prima il cognome. Se l’opera citata ha più autori, separarli con la virgola e mai con la congiunzione “e”. Quando il nome proprio dell’autore è composto da due o più lettere iniziali (es. G.C. Trentini), non lasciare spazi tra le iniziali del nome;
  • data di pubblicazione: la data va messa tra parentesi dopo il nome dell’autore. - editore: indicarlo solo per i volumi, dopo il titolo, separato da questo da una virgo-la. Deve sempre precedere, separato da una virgola, il luogo di pubblicazione;
  • impaginare la bibliografia senza rientrare la prima riga di ogni titolo elencato e rientrando invece di 0,5 cm le eventuali righe successive alla prima;

Esempi di voci bibliografiche:

a) articoli in riviste: Mowen J.C., Mowen M.M. (1991), Time and outcome evaluation, «Journal of mar-keting», 55, pp. 5462.

b) volumi: Goffman E. (1959), Presentation of self in everyday life, Doubleday, New York. Demarchi F., Ellena A. (a cura di) (1976), Dizionario di sociologia, Edizioni Paoline, Milano.

c) saggi in volumi collettanei: Adorno Th.W., “Sulla situazione attuale della sociologia tedesca”, in Aa.Vv., La sociologia nel suo contesto sociale, Laterza, Bari, 1959.

 

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